L’era geologica dell’Antropocene

Il concetto di epoca umana ha oramai scavalcato gli steccati scientifici diventando terreno di incontro speculativo tra filosofi della scienza, storici del clima, giornalisti ambientali, artisti e attivisti.

Oggi le prove dell’impatto umano sul sistema Terra abbondano. Esattamente come le placche tettoniche, le eruzioni vulcaniche e gli impatti di meteoriti, secondo molti scienziati noi umani siamo diventati un agente geologico, una forza tellurica e straripante, capaci di modificare l’evoluzione del pianeta. Per questo, dicono, è arrivato il momento di introdurre l’Antropocene nella scala dei tempi geologici: viviamo in una nuova epoca geologica, l’epoca umana.

La definizione formale di Antropocene e della sua data di inizio rimangono controversi, però, e il dibattito che si è creato attorno a questo termine è una discussione non solo scientifica, ma anche, inevitabilmente, storica e politica.

Nel 1839 Charles Lyell coniò il termine Olocene, ossia “del tutto recente”, per designare i dieci millenni di storia che dalla fine dell’ultima grande glaciazione (detta würmiana) portano alla scoperta dell’agricoltura e da lì alla civiltà moderna. Secondo Lyell la Terra era vecchia di milioni di anni, un tempo sufficiente a validare la teoria dell’evoluzione delle specie di Darwin. Di converso, fu proprio la comparsa di una nuova specie fossilizzata negli archivi stratigrafici – assieme a un cambiamento repentino nella chimica delle rocce – a diventare il principale marcatore per la suddivisione dei tempi geologici: ai mutamenti dell’ambiente corrispondono sempre fluttuazioni della vita, storia delle rocce ed evoluzione delle specie sono intrecci di una fabula medesima.

Nel 2008 l’Olocene, con ratifica ufficiale dell’Unione Internazionale di Scienze Geologiche, venne riconosciuto formalmente quale epoca geologica iniziata 11.650 anni BP (before present) e tuttora in corso. Il suo chiodo d’oro, il marcatore che ne segna l’inizio, non è la comparsa nei sedimenti di una nuova forma di vita ma una firma chimica, un cambiamento della concentrazione di deuterio in una carota di ghiaccio della Groenlandia settentrionale. Inaspettatamente la definizione scientifica dell’Olocene non fu controversa, i cambiamenti nei sedimenti terrestri nel passaggio dall’ultima grande glaciazione a condizioni temperate interglaciali erano evidenti, e tuttavia l’originaria connotazione semantica di “epoca umana” finì per smarrirsi.

La comunità dei geologi provò a correggere il tiro solo un anno più tardi, nel 2009, con l’istituzione formale dell’Anthropocene Working Group (AWG), un manipolo di esperti incaricati dalla Sottocommissione Internazionale di Stratigrafia Quaternaria di raccogliere evidenze al fine di determinare se l’Antropocene fosse una realtà accertata o, al contrario, lo si potesse escludere dal dibattito scientifico.