Bridge the Gap Between Seeing & Understanding

La società del consumo negli ultimi 20 anni ha attraversato considerevoli mutamenti prevalentemente connessi allo sviluppo delle tecnologie digitali.

Tuttavia se da un lato le persone hanno sviluppato una notevole propensione al consumo delle tecnologie informatiche, dall’altro non hanno affatto sviluppato adeguate competenze culturali per affrontare in modo adeguato la marea di offerta tecnologica che ha travolto la nostra società.

La maggior parte di noi sa utilizzare lo smartphone in modo avanzato e, attraverso questo dispositivo, esegue operazioni di vario genere, realizzando attività di carattere relazionale, ludico, commerciale e finanziario. Con lo smartphone si organizzano viaggi e si acquistano biglietti per gli spettacoli, si trasferiscono soldi e si guardano programmi televisivi. E i bambini utilizzano i tablet già a tre anni per svolgere attività interattive di varia natura. Solamente una quota della popolazione anziana è attualmente esclusa da questa rivoluzione tecnologica.

Il problema di fondo è che non c’è affatto corrispondenza tra la popolazione dei consumatori di dispositivi mobili con quella delle persone che hanno una competenza digitale evoluta, che rimane generalmente molto bassa.

Noi diffidiamo delle opportunità di cui disponiamo

Per fare solo un esempio, la Regione Emilia-Romagna (seguita poi da altre Regioni) ha introdotto da tempo il Fascicolo Sanitario Online attraverso il quale è possibile prenotare in completa autonomia moltissimi esami e visite specialistiche, evitando le code agli sportelli e scegliendo con calma la struttura e l’orario a noi più comodo. Eppure troppa gente ne ignora l’esistenza o ritiene di non essere in grado di utilizzarlo. E si tratta di persone che con lo smartphone magari svolgono diverse attività.

Il rapporto che abbiamo nei confronti della tecnologia è decisamente molto controverso. La tecnologia è considerata uno status symbol e non uno strumento per migliorare la nostra vita quotidiana.

Nei fine settimana (quando il traffico occasionale cresce) presso i caselli autostradali si formano lunghe code per il pagamento in contanti del pedaggio. Tralasciando il Telepass (utilizzato da chi viaggia spesso), le corsie riservate ai pagamenti elettronici sono quasi sempre vuote. Eppure tutti noi abbiamo un bancomat in tasca.

Siamo tutti dei boriosi tuttologi

Nonostante lo smartphone consenta di accedere sostanzialmente agli stessi contenuti del personal computer, la modalità di accesso attraverso questi dispositivi è di tipo “consumistico” e non consente all’utilizzatore di sviluppare le competenze logico-deduttive che invece offre l’utilizzo del personal computer.

Impariamo ad utilizzare lo smartphone per imitazione, mentre il personal computer richiede impegno e concentrazione. Imparare senza fare sforzi consente di acquisire nozioni, ma non competenze.

L’accesso continuo alle informazioni offerte dai social network ci ubriaca al punto di illuderci di avere in mano la conoscenza. Ma in realtà non abbiamo in mano nulla. Siamo solamente dei boriosi tuttologi.

Bridge the Gap Between Seeing & Understanding

Abbiamo accesso a tantissime informazioni, ma non siamo capaci di utilizzarle in modo produttivo, con capacità critica e sfruttandole per migliorarci. Ci manca la capacità di farlo. Spiace dirlo, ma abbiamo un grosso gap di competenze digitali.

Negli ultimi trent’anni la società del consumo ci ha indotti a ragionare in termini di utilizzo e non di bisogno. Dobbiamo ricominciare a capire di cosa abbiamo bisogno e imparare a cercare le risposte senza attendere che la soluzione di arrivi da chi l’ha preconfezionata per noi.

Hidden Tool Bar è un progetto che, attraverso il racconto di episodi spesso divertenti, offre uno spaccato di vita reale: una prospettiva che, per quanto limitata, è comunque rappresentativa della situazione generale. L’obiettivo è quello di stimolare una presa di coscienza collettiva della quale ogni individuo potrebbe trarre beneficio. Occorre ricominciare a pensare e ragionare aldilà delle nostre mansioni.

Dobbiamo colmare il divario tra ciò che vediamo e ciò che comprendiamo (Milton Glaser).

Manca la curiosità

Nella mia vita in azienda, come IT Project Manager misuro quotidianamente la diffusione di questo gap di competenze digitali. E mi sono reso conto che esso è sostanzialmente dovuto ad una pigrizia mentale che probabilmente non colpisce solamente le capacità di utilizzo dei sistemi informatici ma anche, la capacità di far funzionare bene le cose in generale.

Molte persone utilizzano strumenti informatici senza avere la minima idea di dove essi risiedano. In troppi considerano la password solamente un disturbo e non un fattore di sicurezza di un servizio. Tanti utenti non hanno la minima percezione di come funzionano le cose, semplicemente hanno imparato ad usarle e non si fanno altre domande. Manca la curiosità.