Sustainable Finance EU

Per salvare il Pianeta l’economia deve ridurre il proprio impatto, deve avvenire una vera rivoluzione. Una trasformazione costosa: 180 miliardi di euro all’anno. Tanto costerà la transizione a un’economia low carbon, secondo Bruxelles. E i fondi pubblici non basteranno: è necessario il contributo dei capitali privati, che dovranno essere orientati verso la finanza etica e sostenibile, investiti in attività economiche sostenibili.

Non basta che un’impresa dichiari di produrre energia da pale eoliche perché sia definita “sostenibile”. Deve rendicontare, per esempio, anche l’uso che fa dell’acqua e la gestione dei rifiuti. Non basta cioè un contributo positivo a uno degli obiettivi ambientali prefissati, deve dimostrare di non danneggiare gli altri. Si è stabilito che, per essere ammessa alla tassonomia, un’attività debba avere un contributo sostanziale su almeno uno dei sei obiettivi di tutela dell’ambiente, senza danneggiare significativamente gli altri.

Quali attività sono davvero sostenibili (per l’UE)? Il  TEG (Technical Expert Group on Sustainable Finance) ha preso in considerazione un’ampia gamma di settori, dall’agricoltura alla produzione di energia elettrica, dai trasporti alle costruzioni. Attività già sostenibili, come i trasporti a zero emissioni o gli impianti fotovoltaici, ma anche in fase di transizione o che si auspica possano entrarci presto, come il comparto manifatturiero o la produzione di acciaio o cemento.

Il “Taxonomy, technical report. Financing a sustainable european economy” è ancora una bozza disponibile alla consultazione per i soggetti interessati (dal primo luglio al 13 settembre), che potranno inviare i propri feedback attraverso un questionario on line, anche perché si attende che si insedi la nuova Commissione Europea il prossimo ottobre.

Per ogni attività economica, a seconda del settore di partenza, la “Tassonomia” ha individuato l’impatto sul clima (in termini positivi, ma anche di potenziali altri effetti negativi) e le possibilità di miglioramento. E sono stati individuati i criteri oggettivi per essere considerate sostenibili per l’ambiente.

I criteri per “meritarsi” la possibilità di definirsi sostenibili, quindi, in alcuni casi misurano l’impatto effettivo sul clima, per esempio la soglia massima di emissioni inquinanti. In altri casi il miglioramento ottenuto in un certo tempo. Nel caso di un’azienda che produca acciaio, ad esempio, è evidente che inquinerà molto più di una che produce energia pulita, ma occorre premiarne gli sforzi e spingerla a inquinare meno. In questo caso il parametro per entrare tra le attività sostenibili misura i progressi effettuati.