L’ipocrisia dei No Tax

Nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di sperimentare il grado di efficienza della nostra sanità pubblica presso un ospedale Covid-Free: un piccolo nosocomio del Nord produttivo, tranquillo e ben organizzato, dove sono stato accolto con umanità e con le attenzioni che uno Stato moderno dovrebbe sempre garantire.

Il punto è che per ottenere queste prestazioni non ho sborsato un centesimo. Tutto ciò è stato possibile perchè tantissimi cittadini come me sostengono il sistema sanitario pubblico con le tasse trattenute dai loro guadagni.

Mentre osservavo la qualità delle dotazioni e della pulizia presenti nella struttura, mi chiedevo cosa sarebbe successo se fossi nato negli Stati Uniti e non mi fossi potuto permettere un’assicurazione sanitaria.

Nessuno vuole pagare le tasse. Ma senza di esse si rompe il vincolo di solidarietà che consente allo Stato di funzionare e offrire a tutti i servizi fondamentali per condurre una esistenza dignitosa: istruzione, salute, trasporti, etc…

Chi evade, chi nasconde al fisco i propri guadagni e poi sfrutta questi servizi e magari si lamenta della qualità inadeguata, compie un atto spregevole verso tutti coloro che sostengono con le loro imposte le scuole, la sanità e la mobilità per tutti quanti.

Quando Matteo Salvini e i populisti invocano la riduzione delle tasse ai fini della loro propaganda elettorale dimostrano di non avere a cuore l’interesse della collettività, ma soprattutto promettono qualcosa che nei termini da loro esposti non è possibile fare.

L’unico modo per abbassare le tasse è quello di farle pagare a tutti. La lotta all’evasione è l’unica strada per garantire questo obiettivo. Ma i populisti non lo spiegano perché il loro elettorato è in buona parte favorevole a questo sistema iniquo (quando non è complice).

Un esempio ci arriva dal canone RAI: da quando questa tassa è stata inserita nella fattura dell’energia elettrica è cessata la clamorosa quanto diffusa evasione del tributo, che è stata ridotta del 25%.

Allo Stato non bisogna chiedere di non pagare le tasse, occorre chiedere di pagare imposte eque, giuste, commisurate al proprio reddito e pretendere che i soldi siano ben utilizzati. E i politici andrebbero misurati sulla loro capacità di promuovere e sostenere gli interessi collettivi, non sulla loro capacità di raccontare quel che ci piacerebbe sentir dire anche se non realizzabile.