Digital Skills Gap

L’Italia è all’ultimo posto della classifica UE che analizza il livello di competenze digitali. Eravamo già in coda, ma in un anno siamo riusciti a recedere ulteriormente perdendo le due posizioni che ci separavano dal fondo. Questo dato allarmante emerge dal Desi Index 2020 della Commissione Europea.

Nonostante il terzo posto raggiunto alla voce 5G, restiamo 25mi nella classifica generale. Ed anche per quel che riguarda la 5ta generazione mobile rischiamo di arretrare anche e soprattutto per la mancanza di figure adeguate, in seno alle pubbliche amministrazioni e alle imprese, in grado di comprendere il reale valore del nuovo standard in termini di sviluppo economico dei territori.

Il vantaggio che abbiamo accumulato nella fase delle sperimentazioni rischia dunque di infrangersi nella fase di deployment delle nuove reti che oggi più che mai deve essere accelerata considerate le rinnovate esigenze di connettività a seguito dell’emergenza Coronavirus.

I dati della Commissione europea sono a dir poco inquietanti: solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base (58% nell’Ue) e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (33% nell’Ue). E la percentuale di specialisti Ict in Italia è ancora al di sotto della media Ue (3,9%) attestandosi al 2,8%, per non parlare dei laureati, solo l’1% è in possesso di una laurea in discipline Ict (il dato più basso nell’Ue).

Attraversiamo un momento in cui le stime sul Pil 2020 italiano sono in forte ribasso a causa degli impatti del Covid19, con centinaia di migliaia i posti di lavoro a rischio. Paradossalmente si registra una domanda elevatissima di specialisti ICT, un bene prezioso al punto da essere quasi raro e da costringere le aziende più innovative a formarseli in casa laddove sia possibile.