I 30 anni del Mistero della Pietra Azzurra

Tutto ebbe inizio dal maestro indiscusso, Hayao Miyazaki, che negli anni’70 propose al canale televisivo NHK un soggetto per una serie animata ispirata ai libri di Jules Verne, in particolare 20.000 leghe sotto i mari, inserendo nella storia il capitano Nemo e il sottomarino Nautilus. Non se ne fece nulla, ma Miyazaki riutilizzò alcune di quelle idee per i suoi successivi Conan, il ragazzo del futuro e Laputa – Castello nel cielo.  Nadia non è dunque ispirato a queste due opere; ma è proprio il concept di base a essere il medesimo.

La NHK in seguito riprese in mano l’idea e affidò la serie allo Studio Gainax, un gruppo di otaku giovani e brillanti, tra cui spiccavano Hideaki Anno e Yoshiyuki Sadamoto. Finiranno a fare il primo la regia e il secondo il character design della serie, riversando in essa una quantità smisurata di impegno e soldi, cosa che porterà alla bancarotta e all’esaurimento nervoso dello stesso Anno.

Sorvolando sulle già citate fonti letterarie (diverse opere di Verne, non solo 20.000 leghe), sono evidenti gli omaggi e le citazioni ad altri anime, il primo dei quali è senza dubbio il trio formato da Grandis, Sanson e Hanson, che con il loro robot Gratan (“GRAndis TANk”) ricalca fedelmente il trio di cattivi delle serie Time Bokan, come Yattaman e I predatori del tempo.

Il Nautilus è un mix tra la corazzata spaziale Yamato e l’astronave Arcadia di capitan Harlock, a cui il capitano Nemo a sua volta è evidentemente ispirato nelle fattezze. L’interno sembra uscito da 2001 Odissea nello spazio, ma ha anche molti elementi che richiamano l’estetica steampunk. Il nome dell’aeroplano di Jean all’inizio è Étoile de la Seine, riferimento al manga e all’anime Stella della Senna, ricordata poi anche dalla mascherina indossata da Electra, primo ufficiale del Nautilus, quando viene introdotta nella storia.

Oltre a grandi e piccole citazioni disseminate ovunque, lo studio Gainax cita se stesso creando una sorta di universo condiviso. Per cui, in Nadia troviamo omaggi a Gunbuster, mentre nella serie successiva Evangelion troviamo rimandi a Nadia. I macchinari giganteschi, Adam il primo uomo, l’occhio onniveggente, l’albero della vita, le citazioni bibliche e cabalistiche, perfino alcune inquadrature, sono solo alcuni degli elementi comuni a entrambe le serie. 

Così come i personaggi: Shinji Ikari, protagonista di Evangelion, è modellato graficamente sulle fattezze di Nadia, come ammesso dallo stesso character designer Sadamoto. Perfino i dispositivi di interfaccia neurale che ha in testa quando pilota l’Eva sembrano richiamare i fermagli della ragazza. Misato Katsuragi è un mix caratteriale di Electra e Grandis, mentre Gendo, il padre di Shinji, è la versione senza cuore di Nemo.

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