Virus vs Pollution

Questo Coronavirus sembra rappresentare una reazione del pianeta all’aggressività della specie umana.
Il virus infatti si sta diffondendo maggiormente tra le popolazioni dei paesi più industrializzati, quelli che con le il loro stile di vita stanno provocando la lenta morte del Pianeta.
Siamo e saremo costretti inevitabilmente a rivedere e riconsiderare il nostro stile di vita. Forse la Terra sta cercando di diventare autoimmune?
E’ solo una ipotesi suggestiva, ma la riflessione è d’obbligo.

La rapidissima diffusione del coronavirus, che ha causato oltre tremila morti e contagiato più di 80mila persone solo in Cina, ha avuto un effetto inaspettatamente positivo sull’ambiente. Secondo un’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea), in Finlandia, pubblicata su carbonbrief.org, le emissioni di carbonio della Cina sarebbero crollate di almeno 100 milioni di tonnellate nelle ultime due settimane. A livello globale il dato fa segnare quasi il sei per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a dimostrazione dell’enorme peso demografico ed economico della Cina. Il motivo è proprio legato alla diffusione del virus che ha fatto diminuire la domanda di carbone e petrolio, con il conseguente crollo delle emissioni.

Nel frattempo un secondo studio del Crea, che ha analizzato i dati satellitari, evidenzia un crollo del diossido di azoto (No2), gas inquinante legato al traffico stradale, nell’atmosfera durante la settimana successiva al capodanno cinese. Questo sarebbe sceso del 36 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Restando nell’ambito dei trasporti, un’altra misura adottata dal governo cinese – e anche da altri paesi – per contenere il virus ha riguardato il trasporto aereo. Secondo Oag i voli sono diminuiti del 50-90 per cento sulle tratte internazionali e del 60-70 per cento su quelle interne. Sulla base di alcune stime, specifica il rapporto, “questi voli erano responsabili del 17 per cento delle emissioni totali di CO2 del trasporto aereo passeggeri nel 2018, il che implica che le sospensioni e le cancellazioni di voli ancora in corso hanno ridotto le emissioni globali di circa l’11 per cento soltanto nelle ultime due settimane”.