Il dipinto con lo smartphone

Nel 1937 l’artista italiano Umberto Romano dipinse una serie di dipinti collati all’interno dell’allora ufficio postale di Springfield, Massachusetts. Il dipinto, intitolato “Mr. Pynchon and the Settling of Springfield“, in realtà era il primo di una serie che raccontano la storia della storia della città dal 1636 al 1936.

Ma come mai i nativi americani nella parte inferiore centrale sembrano fissare uno smartphone?

Lo scrittore e storico Daniel Crown, di New York City, ha pubblicato un saggio illuminante su William Pynchon nel 2015. Il pezzo di Crown parla dell’oggetto che l’uomo tiene, notando una sorprendente somiglianza con un moderno smartphone. Romano, morto nel 1982 all’età di 77 anni, sembra non aver fatto commenti specifici sull’uomo- Qualunque spiegazione l’artista avesse potuto offrire, probabilmente l’ha portata con sé nella tomba.

Secondo Crown, è probabile che la cosiddetta estetica astratta di Romano fosse intenzionalmente ambigua. Ma potrebbe benissimo essere, ha aggiunto, che l’uomo si stesse riconoscendo nell’oggetto portatile.

Quando Romano dipinse il murale, gli americani erano ossessionati dalla figura del nobile selvaggio. Data l’attenzione della scena sulla fondazione di Springfield, Romano, in modo riduttivo, stava probabilmente cercando di catturare l’introduzione della modernità in una comunità curiosa ma tecnologicamente stentata, che è stata immediatamente stregata dal tesoro di oggetti scintillanti. L’oggetto lucido in questione potrebbe quindi essere uno specchio.