Il “credito” di Riemann

Negli anni Settanta tre scienziati: Ron RivestAdi Shamir e Leonard Adleman, hanno trasformato la ricerca dei numeri primi da un gioco disinteressato in una applicazione commerciale. Hanno escogitato un modo di usare i numeri primi per proteggere i numeri delle nostre carte di credito.

Ogni volta che ordiniamo qualcosa da un sito web, il nostro computer usa la sicurezza fornita dall’esistenza di numeri primi di cento cifre. Il sistema è chiamato RSA dalle iniziali dei nomi dei suoi tre inventori. La cosa straordinaria è che la decifrazione di questo codice di sicurezza dipende da un problema che non siamo ancora in grado di risolvere. La sicurezza della cifratura RSA dipende, cioè, dalla nostra incapacità di dimostrare l’Ipotesi di Riemann.

Se si prova ad esaminare un elenco di numeri primi, emerge il fatto che è impossibile prevedere quando apparirà quello successivo. L’elenco sembra caotico, casuale e il tentativo di elaborare un semplice schema regolare ha ossessionato la mente dei matematici per più di duemila anni.

Fino all’anno zero, o all’anno Zeta, come il nome della funzione creata da Bernhard Riemann, un matematico, figlio di un pastore protestante, che nella metà del XIX secolo scoprì che dietro quel caos era nascosta un’armonia. Riemann elaborò un’Ipotesi che Hilbert, nel 1900, inserì nell’elenco dei problemi del millennio.

Riemann è stato uno dei più grandi matematici della storia. Nel 1862, già molto noto e professore universitario, si ammalò di tubercolosi e negli ultimi anni della sua vita fece lunghi viaggi in Italia, cercando sollievo nel mite clima mediterraneo.