Adesso c’è vita sulla Luna

Nella prima stagione di Star Trek Discovery, compare un essere alieno ultradimensionale che si rivela indispensabile per consentire alla USS Discovery di sfruttare il motore a spore per viaggiare istantaneamente sfruttando la rete del micelio. Questo essere (somigliante ad un incrocio tra un bruco ed un orso Grizzly) è ispirato ai tardigradi, invertebrati microscopici dotati di una incredibile resistenza.

Recentemente si è scoperto che alcuni tardigradi erano presenti su Beresheet, il lander lunare israeliano precipitato la scorsa primavera sulla Luna.

L’idea di spedire qualche tardigrado sulla Luna è venuta a Nova Spivack, un imprenditore statunitense che ha contributo a fondare l’Arch Mission Foundation (AMF), un’organizzazione che ha come scopo la creazione di archivi sull’umanità, da disseminare sulla Terra e nello Spazio in modo da preservarli per le generazioni future ed eventualmente per farci conoscere a specie aliene.

Gli archivi realizzati da AMF ricordano per forma e dimensioni un comune DVD, ma sono tecnologicamente molto più avanzati e non richiedono un lettore digitale per essere letti perché sono analogici. Un laser ad altissima precisione incide testi e immagini a livello microscopico su uno strato di vetro, che viene poi ricoperto con un sottilissimo strato metallico di nickel. Le immagini e i testi stampati sul disco possono essere visualizzati e letti con un normale microscopio da mille ingrandimenti. La tecnologia di lettura, il microscopio, è piuttosto accessibile e secondo Spivack potrà essere impiegata dalle generazioni future o dagli alieni per accedere facilmente alle informazioni conservate nell’archivio.

Poche settimane prima di spedire agli israeliani l’archivio, Spivack pensò che fosse una buona idea aggiungere qualcos’altro al piccolo carico verso la Luna. Fece aggiungere uno strato di resina sintetica (epossidica) nel quale furono inseriti campioni di sangue e di follicoli di capelli, quindi contenenti DNA, e alcuni esemplari di tardigradi disidratati. Alcune migliaia di altri tardigradi furono inseriti su un nastro adesivo, utilizzato per imballare l’archivio e proteggerlo meglio.

Mentre l’11 aprile scorso i tecnici di Israel Aerospace Industries assistevano alla fine di Beresheet causata da un problema tecnico, Spivack iniziò a chiedersi se il suo archivio fosse sopravvissuto o meno all’impatto. Insieme ai suoi collaboratori, Spivack simulò le condizioni dello schianto del lander israeliano, arrivando alla conclusione che il disco fosse probabilmente rimasto intatto, o che si fosse comunque spezzato in pezzi sufficientemente grandi per essere ancora leggibile. Il nastro e lo strato di resina sintetica popolati dai tardigradi probabilmente hanno contribuito a salvarlo, rendendolo più resistente agli urti.

Non c’è modo di sapere per certo quali siano le condizioni dell’archivio. La sonda LRO della NASA, che orbita intorno alla Luna, è riuscita a fotografare il punto dell’impatto di Beresheet, ma la definizione delle immagini consente appena di distinguere il piccolo cratere creato dall’impatto, e non i frammenti del lander. Considerate le loro grandi capacità di sopravvivenza e di resistenza, è probabile che i tardigradi siano sani e salvi sulla Luna.

“Choose Your Pain” — Episode 105 — Pictured: Sonequa Martin-Green as First Officer Michael Burnham of the CBS All Access series STAR TREK: DISCOVERY. Photo Cr: Jan Thijs/CBS © 2017 CBS Interactive. All Rights Reserved.

Gli sceneggiatori di Star Trek non potevano certo prevedere che l’animaletto individuato come fulcro delle vicende di Michael Burnham e dell’equipaggio del vascello scientifico Discovery, sarebbe davvero diventato un essere spaziale…