Perché questo Governo non cadrà

L’attuale Governo si contraddistingue per una caratteristica che, almeno in Italia, non si era mai manifestata in politica: il contratto di Governo. Questo documento non è affatto fondamentale per il suo contenuto, ma è determinante per capire il motivo per il quale, a dispetto delle continue tensioni e manifeste ostilità, questo Governo durerà nonostante tutto e tutti.

Le due controparti Lega e 5 Stelle, infatti, manterranno in piedi il Governo finché ci sarà la loro reciproca convenienza. Ed in questo momento nessuna delle due ha alcuna convenienza a far cadere il Governo:

  • il leader della Lega, Salvini, gode di un consenso personale mai raggiunto nell’Italia democratica;
  • i dirigenti 5 stelle sono consapevoli che il ritorno al voto ridurrebbe i loro parlamentari almeno del 70% (per effetto del maggioritario) e l’instabilità interna del movimento li costringerebbe ad abbandonare il ruolo.

Questo equilibrio può resistere a qualsiasi turbolenza, agli scandali ed alle figuracce internazionali; ed anche e soprattutto alle tante promesse non mantenute per le quali l’alibi principale è offerto proprio dall’ostilità della controparte.

La forza collante di questo accordo dunque sta proprio nel non essere affatto un accordo politico e programmatico, ma solo un patto di convivenza che sarà interrotto solamente quando cesserà la reciproca personale convenienza di coloro che lo hanno stipulato.

La Sinistra è stata a lungo accusata di non aver saputo “andare d’accordo” quando era al Governo, ma tutte le rotture vertevano principalmente su questioni squisitamente politiche. Certamente la componente emozionale e personale era marcata anche in quelle circostanze. Ma nella storia d’Italia non si è nemmeno mai visto restare in carica così a lungo un Governo composto da gruppi così dichiaratamente ostili tra loro. Persino il primo Governo Berlusconi, nel 1995 cadde perché la Lega Nord sfrutto come pretesto l’avviso di garanzia ricevuto dal Premier.

Va detto che il sistema proporzionale garantiva ai partiti di Governo di mantenere, attraverso nuove elezioni, all’incirca il medesimo numero di rappresentanti in Parlamento. Il sistema maggioritario tende invece a punire pesantemente chi dall’area di Governo si prende la colpa di far saltare il banco.

Questo Governo nella sostanza si limita a governare attraverso dichiarazioni di intento, goffe smentite dei propri principi, proposte demagogiche irrealizzabili, decreti legge propagandistici e senza apportare alcun vero cambiamento nella struttura economica del Paese.

Ci sarebbe anche da compiacersi per lo scampato pericolo, se non fosse per il fatto che per garantirsi il loro personale potere, queste persone stanno irrimediabilmente minando il ruolo delle istituzioni che essi stessi rappresentano, compromettendo la consapevolezza del popolo italiano verso i valori democratici fondamentali.

Ci stanno trascinando verso un regime oligarchico, che è proprio ciò che desiderano i grandi potentati economici: Al momento giusto, ci sarà chi prenderà il controllo della situazione, approfittando di un Parlamento completamente delegittimato e incapace di reagire, relegato ad esprimere un potere puramente consultivo.