Da mozzicone a risorsa

L’unico problema? “L’ottenimento dei filtri di sigaretta non è un’impresa facile”. Richiede campagne di sensibilizzazione e attività svolte sul territorio per ridurre la dispersione del rifiuto nell’ambiente. I fumatori in Italia sono 11,5 milioni di persone, con una media di 13,1 sigarette (e altrettanti mozziconi) consumati al giorno, che spesso e volentieri finiscono al suolo o nelle fognature, passando dai tombini. Ad oggi però una soluzione c’è, basta solo fermarsi e pensarci un attimo, prima di gettare la cicca.

La startup genovese Eco2logic, attraverso la tecnica della carbonizzazione idrotermale, ottiene dai mozziconi di sigaretta un carbone destinato al settore delle pitture, riuscendo a trasformare un rifiuto tanto pericoloso in una risorsa .

I rifiuti raccolti, in questo caso i mozziconi, vengono carbonizzati in presenza d’acqua all’interno di un reattore ermetico a bassa temperature. In altre parole, per quanto possa sembrare un controsenso carbonizzare in presenza di acqua, l’ingegno e l’azzeramento dell’impatto ambientale attraverso questo metodo garantisce la trasformazione della materia organica in materiali ad alto contenuto di carbonio, con caratteristiche simili a quelle del carbone vegetale ma con una superficie molto più idrofila.

Ma non finisce qui. Perché se la sfida ecocompatibile del riciclo dei mozziconi genera un carbone simile a quello che si ottiene dalla legna – che se bruciato fornisce poca energia ma se utilizzato invece come additivo è vantaggioso per pitture idrofile -, quella di ricavare una risorsa al quadrato porta, afine trattamento, le acque reflue a nuova vita. Grazie infatti a un ristretto quantitativo di sostanze organiche, quest’ultime possono essere riutilizzate come nutrimento per i biodigestori e per la produzione di biocombustibili.