Neon Genesis Evangelion

Da pochi giorni Netflix ha rilasciato «Neon Genesis Evangelion», l’anime che a metà degli anni Novanta ha segnato uno netto spartiacque non solo nel mondo delle serie robotiche, ma anche di tutta l’animazione giapponese in generale.

Il mecha design degli Eva ha tracciato la strada per un nuovo stile decisamente più aggressivo e inquietante, a partire da Shin Getter Robot realizzato tre anni dopo. Tutti i remake dei classici robottoni realizzati all’inizio degli anni 2000, saranno in qualche misura influenzati da Evangelion.

Ma è tutta la storia in generale, con le drammatiche vicende dei contorti protagonisti e la conclusione inquietante e incomprensibile (furono poi realizzati alcuni film per ridefinire meglio le vicende finali della trama), che ne ha fatto uno degli anime più importanti di sempre.

La storia, ambientata nella futuristica città di Neo Tokyo-3 a distanza di quindici anni da una catastrofe planetaria nota come Second Impact, si incentra sulle vicende di Shinji Ikari, un ragazzo che viene reclutato dall’agenzia speciale Nervper pilotare un mecha gigante noto con il nome Eva e combattere in questo modo, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati Angeli. La serie fu trasmessa per la prima volta in Giappone su TV Tokyo a partire dal 4 ottobre 1995, e si concluse il 27 marzo dell’anno successivo. L’adattamento italiano venne distribuito dalla Dynamic Italia e, successivamente, fu trasmesso su MTV.

Neon Genesis Evangelion contiene numerosi riferimenti culturali a diverse discipline, come la religione, la biologia, la filosofia e la psicologia. Ulteriori citazioni sono rintracciabili in numerosi romanzi e serie televisive. Oltre alle frequenti citazioni, Evangelion è influenzato da numerose serie d’animazione precedenti, come DevilmanMazinga Z di Gō NagaiMobile Suit Gundam e Densetsu kyojin Ideon, ricalcando la maggior parte dei contenuti e delle tematiche presentate nella precedente opera dello studio Gainax, Nadia – Il mistero della pietra azzurra, di cui avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni iniziali degli autori, una sorta di sequel. Ulteriori riferimenti culturali sono rintracciabili nei nomi dei protagonisti della serie animata. Quasi tutti i nomi dei personaggi sono opera del principale sceneggiatore della serie, Hideaki Anno, e ne riflettono i gusti letterari; egli stesso dichiarò di averli «presi in prestito» dalle più svariate fonti di ispirazione.

Evangelion è stato realizzato nel 1995 ma ambientato nel 2015, per cui non vedremo i protagonisti tenere in mano smartphone, ma semplicimente li vediamo comunicare con tradizionali telefoni wireless. Come dire… la realtà spesso supera la fantasia.

Netflix ha rilasciato la serie con un nuovo adattamento che tuttavia ha scatenato le critiche di numerosi fans per via delle traduzioni letterali di alcuni termini chiave che nella originale versione italiana e internazionale erano forse più «occidentali». Tuttavia questa serie resta godibilissima e coinvolgente anche a quasi venticinque anni dalla sua uscita.