Il Bilancio (partecipativo) di Parma

Fino al 30 giugno è possibile votare di persona oppure online per i progetti del Bilancio Partecipativo del Comune di Parma. Per votare uno dei 29 progetti che sono stati selezionati attraverso gli incontri pubblici di quartiere è sufficiente utilizzare un PC oppure un dispositivo mobile oppure recarsi in Municipio per il voto assistito.

E’ importante partecipare attivamente ai percorsi di inclusione proposti dalle amministrazioni pubbliche, in quanto si tratta di iniziative che non sono affatto scontate. L’invito è dunque quello di partecipare sempre (tanto agli incontri pubblici quanto ai momenti decisionali) per poter contribuire attivamente ai processi decisionali.

Un Bilancio Partecipativo è uno strumento che coinvolge i cittadini per quella quota di Bilancio che consente “margini di discrezionalità” agli amministratori della città. Questo è quindi il grande valore di queste procedure.

Il Bilancio Partecipativo del Comune di Parma propone un percorso molto simile a quello che avevamo realizzato nel Comune di Colorno tra il 2006 e il 2009 dove avevamo avviato iniziative di progettazione partecipata, un processo di ascolto sulla pianificazione territoriale e un vero bilancio partecipativo con individuazione delle proposte e votazione.

Amministrare un Comune (grande o piccolo che sia) oggi è molto complicato. Le risorse in parte corrente (la spesa quotidiana, per intendersi) sono limitate e quasi completamente vincolate al mantenimento dei servizi che l’ente è obbligato per legge a garantire. Presenta quindi margini decisionali minimi in quanto ogni servizio attivato, poi va garantito con continuità negli anni.

La quota di Bilancio destinata agli investimenti è quella in cui, se sono presenti le risorse, è possibile assumere alcune decisioni importanti per il futuro della città. Bisogna però ricordare che:

  • alcune decisioni sugli investimenti sono quasi obbligate (come la manutenzione delle strade e degli edifici comunali);
  • le risorse per questi investimenti entrano principalmente attraverso gli oneri di urbanizzazione e si rischia così il circolo vizioso di cementificare in continuazione per ottenere nuove risorse.