Rifiuti e innovazione in Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna, lo sappiamo, è sempre stata una Regione all’avanguardia sulle strategie di gestione dei rifiuti.

Tuttavia, la prossima amministrazione regionale sarà chiamata ad operare il cambio di passo decisivo, occorre uscire dalla logica dei bandi che premiano le piccole azioni virtuose promosse da lodevoli amministratori locali illuminati.

Avviare il cambio di passo decisivo

Gli importanti risultati ottenuti negli ultimi 15 anni su tutto il territorio Emiliano-Romagnolo sulla raccolta differenziata vanno consolidati attraverso il continuo miglioramento dei sistemi di raccolta e la loro piena estensione in tutte le province. Nel 2017, infatti, i rifiuti complessivamente raccolti nel territorio della Regione si sono ridotti del 4% e la raccolta differenziata si è stabilizzata sopra il 70%.

Ma alla prossima Legislatura Regionale toccherà il compito di ingegnerizzare il processo di Riduzione dei Rifiuti.

Gli strumenti a disposizione della Regione sono sostanzialmente due:

  • l’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti;
  • l’erogazione di incentivi, sgravi e contributi per i progetti di piccolo e ampio respiro volti alla riduzione strutturale dei rifiuti.

La Regione può intervenire su due diversi piani di contribuzione e incentivazione:

  • il finanziamento dei progetti di riduzione dei rifiuti alla fonte;
  • il finanziamento di progetti di formazione e riduzione dei rifiuti al consumo.

Tuttavia per poter garantire effetti davvero significativi, questi piani vanno avviati su aree vaste (territori di almeno 50mila abitanti). Per effettuare il cambio di passo decisivo, occorre uscire dalla logica limitata ai bandi che premiano le piccole azioni virtuose promosse da lodevoli amministratori locali illuminati.

Incentivare la formazione di una coscienza collettiva

La Regione ha competenze sul sistema educativo e sulla gestione dei rifiuti. La formazione del cittadino consapevole va promossa, incentivata e premiata a qualsiasi livello.

Per quanto possa apparire estremo e lapidario, qualsiasi finanziamento a enti pubblici o soggetti privati che riguardi l’istruzione e la formazione deve essere erogato solamente se vengono soddisfatti requisiti organizzativi o strutturali volti alla riduzione dei rifiuti. La presenza di questo requisito deve essere vincolo come quello che impone l’utilizzo di lavoratori “in regola” per i soggetti che effettuano servizi o realizzano opere per gli enti pubblici.

Va infatti stravolta la logica per la quale oggi chi avvia iniziative di carattere ambientale viene premiato, ma chi non lo fa non è penalizzato. A tutti i livelli, occorre uscire da un sistema premiante per avviare un meccanismo convintamente penalizzante.

A titolo di esempio, i Piani dell’Offerta Formativa delle scuole dovranno ricevere i finanziamenti comunali, provinciali e regionali se conterranno in una certa misura progetti di formazione ambientale.

Analogamente occorre introdurre criteri penalizzanti per tutti i soggetti pubblici e privati che ricevono finanziamenti regionali ma che non garantiscono percorsi concreti e dimostrabili di riduzione del rifiuti.

Ovunque sia possibile, la Regione dovrà imporre la presenza di questi criteri alle Province ed ai Comuni.

I piani finanziari comunali del Servizio Rifiuti

L’ATERSIR, in quanto agenzia Regionale, può imporre che sui piani finanziari per la gestione dei rifiuti predisposti dalle amministrazione comunali, vengano introdotti meccanismi strutturali premianti per i soggetti che possono dimostrare in modo inequivocabile una riduzione dei rifiuti prodotti nel ciclo produttivo o in quello del consumo.

Il sistema da adottare prevede che il meccanismo premiante per chi avvia iniziative di concreta riduzione venga finanziato a scapito di chi resta immobile, senza ricorrere a risorse esterne ai piani finanziari.

L’idea potrebbe essere quella di procedere in modo strutturale ad un accantonamento nei piani finanziari dei comuni di un importo percentuale (inizialmente il 3%, da aumentare nel tempo) che sarà utilizzato attraverso appositi bandi per la distribuzione di sconti e premi significativi ai soggetti che realizzeranno iniziative strutturate di riduzione dei rifiuti.

In pratica, con le dovute attenzioni, le attività produttive e le organizzazioni che rinnoveranno il loro ciclo produttivo allo scopo di ridurre i rifiuti generati dal processo di produzione e dal consumo del prodotto finito, beneficeranno di una riduzione significativa della tassa rifiuti che sarà finanziata da tutti gli altri soggetti che non si sono attivati.

Allo stesso modo, saranno attivati analoghi criteri premianti per i cittadini che adotteranno comportamenti virtuosi strutturali conferendo in modo misurabile rifiuti recuperabili nei centri di raccolta, acquistando prodotti sfusi o avviando iniziative collettive di riduzione (ad esempio attraverso i condomini).

Inoltre, all’interno delle aziende deve diventare obbligatorio garantire la corretta raccolta differenziata che deve trasformarsi da opportunità conveniente a prescrizione dalla quale non deve essere possibile prescindere.

Una attenzione particolare andrà ai soggetti che offrono servizi di intrattenimento in aree che radunano gruppi numerosi di persone (cinema, stadi, manifestazioni, concerti), attraverso l’incentivazione di soluzioni volte alla riduzione drastica dei rifiuti (come ad esempio la messa al bando delle bottigliette di plastica), ma soprattutto penalizzando pesantemente chi non adotta adeguate contromisure per garantire la corretta raccolta differenziata dei rifiuti.

Il cittadino ha diritto anche quando è fuori dalle mura domestiche di poter effettuare in modo comodo la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti.

Verifiche e controlli

Nessun sistema di incentivazione economica funziona se non è possibile operare adeguate verifiche e controlli. Se da un lato la Regione non può garantire centralmente il controllo della adeguata applicazione dei requisiti individuati, non è plausibile pensare di scaricare l’onere del controllo ai Comuni.

I controlli vanno quindi affidati a specifici soggetti incaricati che, in base alla tipologia di verifica da svolgere, possono essere:

  • enti no profit, o associazioni convenzionate (es. Legambiente);
  • il servizio delle guardie ecologiche, da potenziare e strutturare su più livelli;
  • i gestori del servizio di raccolta differenziata, dove non sono in conflitto di interesse.
  • potenziando la struttura di ATERSIR presente in tutte le province, attraverso l’assunzione di tecnici ai quali affidare il controllo e la verifica di quanto rilevato sui territori, con poteri di ispezione.

Il costo di questa struttura di controllo andrà anch’esso previsto nei piani finanziari della Gestione Rifiuti, eventualmente anche attraverso una tassa speciale ripartita sempre con criteri premianti/penalizzanti.

L’economia circolare come opportunità di sviluppo

La Riduzione dei Rifiuti passa attraverso importanti innovazioni introdotte nei processi di produzione a partire delle materie prime, per arrivare, passando dal packaging, al prodotto finito. I beni che hanno terminato la loro funzione originale devono poter rientrare nei cicli produttivi sostituendo le materie prime grezze.

Qualsiasi investimento privato orientato in tal senso deve trovare sostegno nel Governo Regionale attraverso opportune forme di agevolazione, detassazione purché garantite da risultati strutturali e verificabili nel tempo.

Viene da sè che la combinazione su più livelli di iniziative ad elevato valore economico saranno di stimolo per la nascita di nuove iniziative e la crescita economica del territorio.

La Green Economy in Italia deve uscire dall’idea ancora troppo diffusa di promozione dell’immagine aziendale per trasformarsi a pieno titolo in una opportunità di sviluppo economico.

L’economia circolare è la via di uscita dalla crisi economica dell’Occidente (e non solo).

Riferimenti normativi e progetti della Regione Emilia-Romagna:

  • https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/rifiuti/temi/piano-rifiuti
  • https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/rifiuti/temi/tributo-speciale/tributo-speciale
  • https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/rifiuti/temi/economia-circolare/economia-circolare
  • https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/rifiuti/temi/prevenzione_recupero/recupero-1
  • http://www.atersir.it/