E-s-Calibur, la spada di Romolo Augusto

Il romanzo “L’ultima Legione“, di Valerio Massimo Manfredi, è particolarmente noto per il suggestivo racconto che viene fatto del passaggio tra l’Evo Antico e il Medio Evo. Storicamente questa transizione avviene nell’anno 476 d.c. che segna la caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

Nell’anno 476 l’Impero romano d’Occidente è sotto l’attacco delle armate del Generale Odoacre. Le forze fedeli all’impero sono state annientate e l’Imperatore Romolo Augusto, un bambino di soli 13 anni, è stato deposto e condotto a Ravenna. Nel frattempo a Dertona, dove sorge il castrum dell’ultima legione romana, la “Nova Invicta“, infuria la battaglia contro i cavalieri eruli.

Il libro di Manfredi ci accompagna in questo passaggio epocale attraverso il racconto di una vicenda che trasforma un evento considerato storicamente negativo, la deposizione di Romolo Augusto, nell’inizio di una delle saghe medievali più leggendarie.

L’imperatore ragazzino Romolo viene tenuto prigioniero a Capri dove scopre un luogo segreto della villa in cui era tenuto prigioniero – un magnifico “santuario” dedicato a tutti gli imperatori romani – e inoltre scopre anche una magnifica statua in marmi policromi rappresentante Giulio Cesare. Ma Romolo fa una scoperta ancora più grande: ritrova la leggendaria spada calibica di Giulio Cesare.

Un gruppo di soldati romani fedeli al casato imperiale, libera Romolo che, attraverso una serie di vicissitudini, arriva sino in Gran Bretagna dove si svolge lo scontro finale contro i barbari i inseguitori.

Nonostante la vittoria finale, alcuni dei compagni di Romolo soccombono e il ragazzo, furibondo per la morte dei propri amici, scaglia la scintillante spada di Cesare contro uno scoglio al centro di un lago.

Con il passare del tempo, le intemperie hanno però logorato l’incisione originale della spada “Cai.Iul.Caes.Ensis Caliburnus“, ovvero “la spada Calibica di Giulio Cesare”. E al termine della vicenda sul manico della spada, resteranno visibili solamente le lettere E-S-CALIBUR).

Da Romolo Augusto, chiamato poi Pendragon, e da Ygraine, figlia del comandante della Legio XII, nascerà infatti un figlio che sarà in futuro il leggendario protagonista del ciclo arturianoRe Artù.

Dal romanzo, uscito in Italia nel 2002, è stato realizzato un film nel 2007 che tuttavia non ha riscosso il medesimo successo del libro.


Riferimenti