2030 Odissea nella rete elettrica

Se non si ripensa l’intero sistema corriamo il rischio di black out entro il 2030

L’energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma. Presto, però, quella elettrica potrebbe non bastare più a soddisfare la domanda crescente della popolazione, soprattutto se non verrà fatto niente per trasformare il sistema di produzione ed erogazione del nostro Paese.

Secondo lo studio di Accenture Flessibilità: Un’opportunità per la transizione energetica”, nei prossimi anni il sistema elettrico italiano dovrà affrontare una profonda trasformazione.

Le infrastrutture esistenti dovranno evolversi in considerazione di due fattori principali: l’aumento dei consumi (dovuto soprattutto alla diffusione della mobilità elettrica e delle pompe di calore) e il maggiore impiego delle fonti rinnovabili non programmabili che, quindi, non possono variare la loro produzione in base alla richiesta di energia. Inoltre, anche il calo della capacità termica in esercizio, ad esempio per il potenziale “phase-out” del carbone, avrà un impatto negativo sull’intero sistema.

In particolare, il periodo più critico potrebbe essere quello invernale, sia a causa della ridotta produzione di energia fotovoltaica, sia per il maggior utilizzo dei dispositivi di riscaldamento. Come è noto, durante l’imbrunire, le 18:00 dei giorni feriali, si verifica il maggiore stress della rete, in corrispondenza di un maggior numero di veicoli elettrici messi in carica.

Per simulare l’evoluzione del mercato elettrico al 2030, Accenture ha personalizzato per l’Italia un modello proprietario, che simula prelievi e immissioni orarie nel sistema elettrico, con l’obiettivo di definire il livello di flessibilità necessario a mantenere il sistema stabile. In particolare, il modello considera la domanda oraria dei prossimi anni e la produzione – sia da fonti rinnovabili che da fonti tradizionali – per identificare eventuali gap in termini di surplus di energia e/o mancanza di capacità.

Per l’Italia sono stati considerati quattro scenari che combinano diversi livelli di domanda di energia elettrica (alto e basso) e di diffusione delle fonti rinnovabili (alto e basso). In tutti gli scenari, è stato considerato il phase out del carbone a partire dal 2025.


Riferimenti