Andromeda ora è femmina, scelta oscurantista

Secondo lo sceneggiatore Eugene Son, trent’anni fa non era un grosso problema che in un gruppo di ragazzi intenti a salvare il mondo non ci fossero ragazze. Oggi il mondo è diverso. Per la produzione, senza un personaggio femminile protagonista, il pubblico avrebbe visto un gruppo di soli uomini come una dichiarazione di intenti.

Il problema principale, però, è che come donna Shun si trasforma immediatamente nello stereotipo femminile dal quale disperatamente stiamo cercando di fuggire: bella, aggraziata, vestita di rosa, facile alla lacrima, dolce e gentile, contraria alla violenza. Insomma, in qualunque modo la si guardi, questo cambiamento appare incredibilmente più retrogrado dell’originale.

D’altra parte, non è un mistero che Andromeda sia stato adottato sia come riferimento dalla comunità lgbt, sia come beniamino dalle fan del Boy’s Love, cioè il genere di fumetto giapponese che racconta storie d’amore tra ragazzi, ma scritte da e per ragazze. È quindi molto difficile non sentire questa decisione come uno schiaffo, consapevole o no.

Dal primo trailer rilasciato da Netflix, si presenta un prodotto in CG mediocre e snaturato. Forse adatta ad un pubblico di bambini, non certo a coloro che negli anni’90 erano adolescenti.

Cavalieri dello Zodiaco, perché Andromeda donna è sessista